La Soka Gakkai: se la conosci la eviti

Molti di coloro che conoscono il buddhismo di Nichiren Daishonin, provengono – o sono venuti a contatto con – l’associazione laica Soka Gakkai. La Soka, figlia della Nichiren Shoshu, in Italia conta e ha contato numerosi adepti, anche se da qualche anno molte coscienze si sono risvegliate.

La dottrina profusa da questa organizzazione, che prende in prestito sia Nichiren che il Daimoku, è sconvolgente proprio dal punto di vista dottrinale. Avulsa sia dal Buddhismo classico che dalla dottrina originale del Daishonin, professa come Buddha originale lo stesso Nichiren e la figura di Ikeda, leader spirituale e carismatico del movimento, come maestro indiscusso. I credenti di questa setta, per la maggior parte in buona fede, sono convinti di praticare il Buddhismo e di seguire Nichiren Daishonin, ma nella realtà seguono una nuova religione che usa termini comuni al Buddhismo, ma che del Buddhismo hanno davvero poco o niente.

Abbiamo visto che la Soka dichiara Nichiren come Buddha originale per l’epoca di Mappo e basterebbe questo per far rizzare i capelli in testa a tutti coloro che hanno studiato o conoscono un minimo di Buddhismo e, non contenta di questa bestialità, dice anche che lo stesso Nichiren lo ha dichiarato, o meglio, lo ha lasciato intendere, perchè la sua modestia non gli permetteva una simile affermazione. Nichiren Daishonin non solo non ha dichiarato questo e mai lo ha pensato, ma per tutta la sua vita ha lottato per testimoniare l’esatto contrario, affermando che allontanarsi dal Maestro Originale degli insegnamenti, il Buddha eterno Shakyamuni del sedicesimo capitolo del Sutra del Loto, sarebbe stata causa di immense sofferenze. Lo stesso Nichiren per tutta la vita ha portato con sé una statua del Buddha Shakyamuni donatagli in segno di riconoscenza dal regnante di Izu (luogo dove fu messo in esilio) per aver pregato, con successo, per la sua malatia. Questa e altre fantasie costituiscono i perni della dottrina Soka, da tempo ormai ribatezzata, non a caso, Ikedaismo. Molti dei praticanti dell’organizzazione non sono nemmeno a conoscenza dell’esistenza di altre scuole che professano Nichiren come ispiratore e la loro conoscenza del Buddhismo e della dottrina di Nichiren si limita ad un minestrone di sentito dire alle diverse riunioni; le loro convinzioni poi sono frutto di convinzioni di altri, con il risultato che difficilmente si riesce ad interagire con loro, specie per i monaci che sono descritti dalla stessa Soka come la rincarnazione dei DEMONI. Molti di loro più tempo passa, più si convincono di ciò che gli viene proposto e, quel che è peggio, sono anche convinti di conoscere.

Per questo ed altri motivi il dialogo è prossochè impossibile. Quelli fra loro che riescono ad uscire da questo tornado di convinzioni assurde, spesso si sentono poi confusi e frastornati e nutrono un forte risentimento verso l’organizzazione, perchè coscenti delle varie prese in giro. Il punto però è che l’unica presa in giro reale, è quella convinzione che si fa strada piano piano dentro di loro di essere seguaci di Nichiren e del Buddha, quando nella realtà il loro credo è fatto su misura per essere creduto da coloro che, pur essendo convinti di essere delle persone poco manipolabili, nella realtà sono sottomessi – anche se tutti giurano il contrario. Io stesso in passato sono stato membro ed uno dei responsabili di questa setta: conoco bene quindi le dinamiche e cosa si muove nelle teste di coloro che ne fanno parte. Si tratta per lo più di persone che arrivano alla Soka in uno stato psicologico critico e ben presto, pompati sia dai responsabili che da altri praticanti, maturano la convnzione di essere usciti dal loro stato critico, mentre in realtà non solo a loro insaputa stanno, nella migliore delle ipotesi, allo stesso punto, ma via via che il tempo passa il loro stato peggiora, perchè si affievolisce la loro consapevolezza di essere seriamente in pericolo o in errore. Nella mia attività missionaria spesso inevitabilmente mi sono trovato a contatto con molti casi di persone che, in assoluta buona fede, sono cadute nel tranello.

Discutere di Buddhismo o della dottrina di Nichiren con loro è un’impresa nella maggioranza dei casi disperata, visto che come dicevo la loro conoscenza sull’argomento non gli permette di affrontare nessuna discussione in proposito, e spesso si sà, l’ignoranza si presenza sotto forma di arroganza. Tutto ciò che riescono a fornire sono i soliti slogan. La mia certamente non desidera essere una critica verso i membri della Soka, che come ho detto sono nella maggioranza in buona fede e gente capace di grande cuore, ma piuttosto una scrollata al loro credo, che nulla ha a che vedere sia con Nichiren che con il Sutra del Loto, anche se tutti loro giurano di leggere e studiare il Gosho o il Sutra. Nella realtà le loro traduzioni del Gosho sono a dir poco incredibili e indifendibili alla luce degli scritti autentici del Maestro Nichiren. Il Daimoku che viene insegnato loro è poi una forma strana di training autogeno, che nulla ha a che vedere con il canto del Daimoku insegnato da Nichiren. Basti pensare che per uno strano e pressochè sconosciuto e irrazionale motivo, anche questo difficilmente spiegabile, usano una forma troncata del “Namu”, sostituendolo con “Nam”. Questo equivale a dire “Ca” invece di “Casa” a dire “gratta”invece che “grattacielo”. Insomma vedete che tutto rientra nell’assurdo.

Molte delle loro convinzioni sono ereditate dalla Nichiren Shoshu che nello stesso Giappone è estremamente conosciuta per le varie interpretazioni assurde e per diverse manipolazioni di documenti. La stessa Shoshu, e a ruota la Soka, venerano un fantomatico Dai Gohonzon asserendo essere stato inciso (è di legno) dallo stesso Nichiren Daishonin. Questo Gohonzon è scientificamente provato, essendo stato esaminato con alte tecnologie, che risale a più di cento anni dopo la morte del Maestro Nichiren. Il Gohonzon che viene consegnato nelle mani dei vari credenti è una copia iscritta non da Nichiren (ne abbiamo 130 autografi), ma dal 26° patriarca della Nichiren Shoshu, conosciuto per le sue idee riformiste e strampalate anche dalla stessa Shoshu. Queste e altre notizie oramai da anni sono di dominio pubblico e basta avere davvero voglia di informarsi per venire a conoscenza delle varie mistificazioni. Ma allora perchè molti ancora ci credono e continuano a crederci?

Ai membri viene inculcato che tutto ciò che si trova in rete è solo frutto di invidia e gelosia e che nella realtà non c’è nulla di vero, che loro sono i diretti depositari della verità e sono gli unici a combattere per Kosen Rufu (la pace nel paese), spacciato come l’obiettivo dell’organizzazione. Nella realtà tutti i devoti di Nichiren credono in Kosen Rufu, essendo questo uno dei cardini di uno dei suoi più importanti trattati: il Rissho Ankoku Ron!

Della Kempon Hokke Shu, la scuola che rappresento in Italia, circola un documento edito nel 1998 pieno di assurdità, dove si asserisce fra l’altro che la Kempon Hokke cende il Gohonzon solo a caro prezzo.

Credetemi il Dharma è libero, il Gohonzon è libero ed è libero anche l’arbitrio. Credere a cose di questo genere e portarle avanti senza avere nulla in mano, è tipico della Soka Gakkai. Ritengo che ognuno di noi sia libero di fare della e nella propria vita ciò che ritiene giusto, ma qui si tratta di rendere ridicolo il più grande insegnamento del Buddha: il Sutra del Loto e l’insegnamento del suo Apostolo, Nichiren Daishonin. Come prete e come credente questo non posso permetterlo e sono pronto a qualsiasi confronto civile su questioni dottrinali con tutti coloro che, leggendo questo scritto, si sentiranno offesi. Solo vi chiedo: informatevi prima di parlare e ascoltatevi quando lo fate. Questo farà in modo che entrambi non si perda tempo e energie.

Per concludere:

Io Reverendo Sinjyo della scuola ortodossa del Sutra del Loto e Nichiren Daishonin esorto tutti i praticanti della Soka Gakkai a studiare ed approfondire gli insegnamenti del Santo Nichiren e a diffidare sia della Dottrina che della buona fede della loro organizzazione.

Rev. Sinjyo

fonte

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