Un pensiero

« L’immagine del cavaliere in sella al proprio cavallo è ricca di significato. Il cavaliere rappresenta lo spirito dell’uomo, e il cavallo il suo corpo fisico. Ognuno di noi è dunque al contempo il cavallo e il cavaliere. E così come il cavaliere deve prendersi cura del proprio cavallo, allo stesso modo dobbiamo prenderci cura del nostro corpo, mantenerlo in buona salute e farlo lavorare senza sfinirlo. Conoscere lo stato del proprio cavallo, sapere se i turbamenti o le debolezze provengono da lui oppure da voi (ossia dal cavaliere) richiede molta capacità di discernimento. Siete stanchi? Chiedetevi se quella stanchezza è fisica o psichica. Avete mangiato, il vostro corpo fisico è soddisfatto, eppure avete ancora fame. Allora, chi ha fame? Il vostro corpo fisico o voi? Altre volte non provate alcuna sensazione di fame, sebbene non abbiate mangiato nulla e il vostro corpo fisico avrebbe sicuramente bisogno di cibo.
La stessa contraddizione può verificarsi anche in amore: il vostro corpo non vuole più niente, ma voi chiedete ancora; e viceversa: voi non volete più niente, ma il vostro corpo reclama. A volte, nonostante i colpi di sperone, la vostra cavalcatura vi trascina in disavventure, vostro malgrado. Oppure è il cavallo che trova il modo di salvare il suo padrone, poiché ha fiutato un pericolo che il cavaliere non aveva percepito. Sì, ecco che vi si offre un vasto campo di riflessione. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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